Portogallo: l’Algarve e le sue spiagge da sogno

In questo articolo andiamo alla scoperta dell’Algarve, la regione più a sud del Portogallo. Stupore, fascino e avventura sono alcune delle sensazioni che un viaggiatore può provare inoltrandosi in questa striscia di terra.

Ogni anno, qui, si riversano milioni di persone durante le ferie estive per ammirare le sue spiagge dorate, grotte marine, isole sabbiose e promontori mozzafiato.
Meta ambitissima per gli amanti del surf in autunno e gli sport acquatici in estate è però anche una regione molto diversificata offrendo itinerari naturalistici nelle zone più collinari, tra il profumo degli agrumi e mandorli in fiore, nelle stagioni più miti.

Come arrivare e dove alloggiare in Algarve

È possibile arrivare in Algarve con volo diretto su Faro il Capoluogo, ma il mio consiglio è quello di atterrare direttamente sull’ Aeroporto Internazionale di Lisbona, avendo così la possibilità di un maggior numero di voli con diverse compagnie e da diverse città italiane.

Le agenzie di noleggio auto si trovano all’interno dello stabile principale dell’Aeroporto, ma in ogni caso conviene prenotare anticipatamente il veicolo prima dell’arrivo in Portogallo per risparmiare tempo.
La capitale portoghese dista dall’Algarve circa tre ore in auto e questo vi permetterà di attraversare il Ponte 25th Abril, di godere delle splendide colline portoghesi e infine di girare più agevolmente l’Algarve.

Per visitare l’Algarve non basterebbe un mese, ma in pochi giorni è possibile concentrarsi su alcune zone facendo base per la notte nella stessa città.
Per i miei 4 giorni in Algarve, la scelta è ricaduta su Lagos per la sua posizione strategica, da qui è infatti possibile visitare quelle che secondo me sono le mete da vedere assolutamente in una prima visita di questa splendida regione.

Giorno 1: Lagos e i suoi colori

Arrivando nel pomeriggio in questa città turistica caratterizzata da vie acciottolate, un delizioso lungomare e diversi punti di interesse da visitare, sistemiamo le valigie in hotel e l’attenzione viene rapita dall’intensità dei colori che il tramonto ha da queste parti, di conseguenza la prima tappa è Ponta da Piedade.

Ponta da Piedade

Questo scenografico promontorio di arenaria rossa protesa sul mare turchese si trova a sud di Lagos ed è facilmente raggiungibile in auto, qui la natura ha regalato faraglioni, insenature e scogliere a strapiombo.

Lungo l’unica via che va al promontorio si diramano diversi sentieri che terminano tutti su terrazzamenti in legno per godere del panorama, il mio consiglio è di dirigersi subito sulla sinistra e andare a vedere, per primo, il faro e la scalinata in pietra che porta fino al livello del mare in mezzo ai faraglioni, esperienza unica grazie all’alternanza dei colori al tramonto.
Da qui tornate indietro e percorrete le varie passerelle per arrivare, attraverso una vegetazione di orchidee selvatiche, agli ultimi terrazzamenti per ammirare il sole al tramonto che sembra quasi sfrigolare come metallo incandescente al contatto con il mare.

La città vecchia

Lagos fu il capoluogo della regione dell’Algarve nel Portogallo meridionale fino al 1755, quando venne rasa al suolo dal terremoto, lasciando così poche testimonianze.

Oggi il turismo è il principale motore dell’economia locale e all’interno delle sue mura del XVI secolo sono diversi i punti di interesse da visitare, partendo dal porto e centro storico, le due piazze principali Infante Dom Henrique e Ponta da Bandeira ricche di ristoranti e negozi di souvenir.

Vi consiglio di provare in centro presso il ristorante “Real Portuguesa Cuisine“ la Cataplana, tipico piatto portoghese, oppure fuori dalle mura della città vecchia i piatti gourmet del ristorante “Tosca Jota”.
Per quanto riguarda le spiagge che si trovano in zona, meritano una menzione: Praia do Canavial, Praia do Barranco do Martinho, Praia do Camilo, Praia dos Pinheiros.

Giorno 2: Cabo Sao Vicente e Sagres

Sveglia presto al mattino, si esce a fare colazione e per gli amanti dei dolci sarà una vera goduria. Da provare sicuramente le prelibatezze alla “Paderia Central” oppure alla “Pasteleria Crisbolo”.
A stomaco pieno si viaggia meglio e così prendiamo la macchina e facciamo strada verso la zona più selvaggia e spettacolare dell’Algarve.

Sagres la città dei surfisti

A 30 km da Lagos, si trova questa piccola città di pescatori con un’atmosfera tranquilla e gradevole,
Sagres è un’ottima meta per due tipologie di turisti: gli amanti del surf o delle passeggiate all’aria aperta. Infatti, trovandosi su un promontorio che si allunga verso sud, offre spiagge bellissime per fare surf, come Praia da Mareta,  scogliere e la Fortaleza de Sagres da visitare ed esplorare passeggiando.

Anticamente il villaggio originario era un insediamento di pescatori e la semplicità del luogo è rimasta quasi invariata ancora oggi, infatti il porto è forse il luogo più importante creato dall’uomo, e questo testimonia il forte legame che Sagres ha sempre avuto con il mare.

Tuttavia il cambiamento dei tempi e dei mezzi ha dato a Sagres una connotazione più turistica e ha reso questa località una meta irresistibile per molti surfisti. Il connubio tra tradizione e innovazione turistica si è trasformato in una notevole attività del porto commerciale, dove si trovano tantissime agenzie per escursioni di bird watching e per l’avvistamento dei delfini, tartarughe caretta, squali elefanti etc.

Cabo de São Vicente

Il capo era conosciuto già al tempo dei fenici e poi dai romani come Promontorium Sacrum, ma in seguito al martirio di un sarcedote cristiano spagnolo prese il nome odierno. Cabo de São Vicente è l’ultimo desolato lembo di terra che i marinai portoghesi un tempo vedevano salpando verso l’oceano, infatti qui ci troviamo nella parte più sud-occidentale d’Europa.


Il luogo è caratterizzato da un rosso faro che ospita un piccolo museo e un bar per chi vuole fare un aperitivo. La bellezza del posto è impressionante, grazie alle scogliere che a strapiombo si abbattono su una distesa di mare infinita e ai piccoli sentieri che permetto di immergersi nella flora del luogo.

Nelle vicinanze si trova la Fortaleza do Beliche, che probabilmente troverete chiusa, ma che grazie ad una scalinata scoscesa vi porterà al livello del mare dove potreste trovare qualche abitante del luogo a pesca, infatti la zona è ricca di pesce.

Giorno 3: Portimao e La Gruta de Benagil

L’ultima tappa del nostro tour in questa splendida regione è stata dedicata ad una delle attrazioni più belle al mondo e alle spiagge e il divertimento nei pressi di Portimào a circa 35 km a sud-est da Lagos.

Portimao

La città di Portimao è una delle più moderne e vivaci dell’Algarve, lo noterete immediatamente dalla presenza dei numerosi grattacieli hotel e residenze per vacanza, locali e ristoranti che incontrerete addentrandovi per le sue strade.

Dopo circa mezz’ora di auto ci fermiamo nella spiaggia regina di questa città, Praia da Rocha. La spiaggia, che è anche quella della città, si presenta veramente immensa e una volta aver provato l’ebrezza di un tuffo ghiacciato nell’oceano, dirigetevi verso destra per ammirare Los Três Castelos, tre faraglioni di arenaria che fanno da cornice al contrasto tra il turchese del mare e la spiaggia dorata.

Per chi invece ha bisogno di essere meno wild e vuole più comodità e relax vi consiglio di visitare la vicina Marina de Portimão dove potrete ammirare la Fortaleza de Santa Catarina per qualche scatto panoramico, ma soprattutto potrete entrare a pagamento nel rinomatissimo NoSoloÁgua Portimão, movida (giorno e sera), infinity pool (solo di giorno) e ristorante.

Gruta de Benagil

Dopo Pranzo riprendiamo il nostro tour dell’Algarve e ci dirigiamo verso una delle spiagge più belle al mondo. Arriverete con la macchina a ridosso della spiaggia, ma voi seguite la strada che in salita vi porterà a un grande parcheggio gratuito e sterrato.

La meravigliosa Gruta de Benagil merita un posto d’onore, una parte della volta della grotta è crollata formando un’apertura circolare da cui i raggi del sole inondano l’acqua trasparente e la sabbia dorata dell’interno.
La falesia di Benagil è fatta di arenaria ed è stata erosa nei millenni dall’azione impetuosa dell’oceano. All’interno della grotta c’è una grande spiaggia lunga oltre 100 metri che merita senza dubbio un posto nella classifica delle spiagge più belle del mondo.
L’antro che custodisce al suo interno la meravigliosa spiaggia si raggiunge a nuoto, in kayak (12 € a persona per un’ora) o in barca dalla spiaggia di Benagil.

Benagil si raggiunge anche partendo da Praia da Marinha, facendo un percorso più lungo in barca, ma più pittoresco che permette di ammirare le sculture naturali che la furia degli elementi marini ha creato, infine è possibile visitare la grotta anche da un’altra prospettiva attraverso un trekking che porta a vederla all’esterno della sua apertura superiore.

Giorno 4: Arrivederci Algarve

In questo quarto giorno è tempo di fare le valigie e tornare verso la capitale del Portogallo, lasciandoci alle spalle una regione che non ti saresti mai aspettato, ma ti rapisce per la sua bellezza quasi selvaggia.
La promessa è di ritornare e continuare la visita di questa regione verso Faro, Albufeira, Tavira e le isole del Parque Natural da Ria Formosa.

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Buon Viaggio,

Daniele Foderà
@inboccaalgufo

I mercatini di Natale 2021 in Italia

Ogni anno l’8 Dicembre segna la data di inizio dei festeggiamenti natalizi in tutta Italia e in gran parte del mondo, con la contestuale corsa ai regalini di Natale per parenti e amici.

Le principali città europee si trasformano a festa con l’accensione degli alberi di Natale e gli esempi principali in Italia sono a Milano l’Albero del Duomo e a Roma l’Albero di Piazza Venezia “Spelacchio”.
Una ricorrenza che negli ultimi anni è sempre più apprezzata dagli italiani sono le luci d’artista, di queste ne abbiamo alcuni esempi in Puglia con Polignano a Mare oppure a Otranto da quest’anno.

La nostra attenzione però è diretta ai mercatini di Natale che rappresentano l’ornamento decorativo per eccellenza. All’interno di questi è possibile passare del tempo per passeggiare e respirare l’aria natalizia, degustare prodotti tipici e ammirare l’artigianato, tutti elementi utili per originali pensieri di Natale.

L’origine dei Mercatini di Natale

Il primo mercatino di Natale è stato il mercato di Dicembre di Vienna in pieno Medioevo nel 1298, il “Krippenmarkt”, quando ai cittadini fu concesso il permesso di allestire delle bancarelle durante l’Avvento per la vendita di alimentari.

In Germania i mercatini invernali all’aperto che sono associati al Natale si tennero soltanto un secolo dopo nel 1384. All’inizio questi mercati vendevano solo carne, ma in seguito il loro utilizzo fu ampliato per vendere beni di artigianato quali decorazioni e prelibatezze stagionali, il tutto accompagnato da canti e balli.

I primi mercatini si chiamavano mercatini di San Nicola ed erano organizzati il 6 dicembre giorno del Santo, in seguito alla riforma luterana in Germania, nel 1517, i mercatini si indirizzarono più sulla nascita di Gesù e l’Avvento cominciando a prendere il nome di mercatini di Natale.

In Italia, in tempi piuttosto recenti, i mercatini si sono pian piano diffusi inizialmente nel nord a Bolzano e poi con il percorso 5 stelle dei mercati di Brunico, Bressanone, Vipiteno e Merano. Solo all’inizio degli anni 2000 il fenomeno si è diffuso in tutta la penisola.

I mercatini di Natale nelle principali città d’Italia

Bolzano

Tra i profumi di cannella e spezie, legno di montagna e abeti decorati a festa, dolci fatti in casa e vin brûlé, dal 26 Novembre al 6 Gennaio si tiene il Mercatino di Natale di Bolzano ricco di tradizione, emozioni e cultura.

Firenze

Dal 20 Novembre al 19 Dicembre, nella Piazza della bellissima Basilica di Santa Croce, viene presentato il Weihnachtsmarkt di Firenze con piccoli chalet in legno a richiamare gli storici mercatini austriaci e tedeschi.

Aosta

Dal 20 Novembre al 6 Gennaio va in scena il “Marché Vert Noël” di Aosta presso l’antico Teatro Romano.
È un’idea suggestiva per gli amanti del Natale dando la possibilità di confezionare originali regalini.

Arezzo

Il più grande villaggio di Natale Tirolese in Italia, giunto alla sua VI Edizione, dal 20 novembre al 26 dicembre 2021 lo splendido villaggio natalizio torna in piazza Grande con 32 casette, il Villaggio di Babbo Natale, il Villaggio Lego e molto altro.

Levico Terme

Dal 20 novembre al 6 gennaio 2022 torna il Mercatino di Natale di Levico Terme. La 20° edizione, che si svolge all’interno del Parco Secolare degli Asburgo, rappresenta un viaggio tra l’eccellenze dei prodotti artigianali.

Napoli

Numerose casette di legno, artigiani e produttori dell’eno-gastronomia campana daranno il via alla terza edizione dei mercatini di Natale che si svolgerà dal 27 Novembre 2021 al 30 Dicembre 2021 nell’area “gallery street”.

Salerno

Il progetto Luci d’artista, che raggrupperà l’edizione 2020 e 2021, era prevista per il 26 novembre 2021 pomeriggio ma è stata rinviata a data da destinarsi. C’è in ogni caso grande attesa per questa XVI edizione.

Palermo

Dal 22 novembre in piazza Giotto a Palermo sono state allestite la Fiera di Natale e il Luna Park, nel capoluogo siciliano sono previsti più di 100 espositori e coinvolto il più grande Parco giostre della Sicilia.

Il Mercatino di Asti

Una delle novità più importanti del Natale 2021 è il mercatino di Asti, che è stato aperto il 13 Novembre e chiuderà il 19 Dicembre, questo conterà più di 100 casette dislocate nel suo centro storico tra Corso Alfieri, Piazza San Secondo e Piazza Roma.

In rappresentanza dell’Italia, propone di ospitare artigiani e produttori provenienti da tutta la penisola, infatti oltre ai prodotti tipici piemontesi (nocciole, mostarde, tartufi e insaccati) si troveranno nella piazza del gusto street food eccellenze delle altre regioni italiane.

Quello di Asti punta ad essere il più grande mercatino d’Europa nei prossimi anni raccogliendo le migliori realtà artigianali ed enogastronomiche, con l’obiettivo primario di raccontare le tradizioni natalizie del Bel Paese e perché no, d’Europa.

Idee per un regalo originale?

Il periodo di Natale è l’occasione per stare con la propria famiglia e amici, è un periodo di festa e scambio di doni tra tavole imbandite di delizie e addobbi.
Quale miglior posto per comprare un bel pensiero se non i Mercatini di Natale?
E come abbiamo visto in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta, da nord a sud.
Parlando di regali, io e Alice @vadoazonzoconali abbiamo in serbo un bella sorpresa per te il 24 dicembre, seguici su instagram per rimanere aggiornato e se visiti un mercatino faccelo sapere nei commenti

Buone Feste,
Daniele Foderà @inboccaalgufo e Alice Borsarelli @vadoazonzoconali

La Festa dell’Europa: La Settimana Federiciana a Enna

Il 9 Maggio 1950 Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, propose di creare un’istituzione europea che avrebbe messo in comune e gestito la produzione del carbone e dell’acciaio, la “Dichiarazione di Schuman” oggi è intesa come l’atto di nascita dell’Unione Europea.
La festa dell’Europa è divenuta al pari dell’euro, della bandiera e dell’inno, un simbolo identificativo dell’Unione europea ed un’occasione per favorire, attraverso numerose iniziative, un avvicinamento tra l’Europa comunitaria e i suoi cittadini.

Ogni anno migliaia di persone partecipano a visite, dibattiti, concerti e altri eventi organizzati per l’occasione e per avvicinare i cittadini all’UE. Esistono sparse per l’Europa manifestazioni incentrate sulla rievocazione storica di personaggi che furono fautori in epoche diverse dell’unità europea, come Carlo Magno in Germania e Robert Schuman in Francia. In Italia, precisamente in Sicilia a Enna, viene invece rievocato Federico II di Svevia e il sogno europeo, considerato dalla Comunità Europea precursore e fondatore di un’Europa unita.

Grazie all’Associazione culturale Casa d’Europa Enna e al suo presidente “Cettina Rosso” prende avvio, ogni anno in questo periodo, la Settimana Federiciana, una suggestiva manifestazione che costituisce un’occasione per promuovere l’identità del territorio ennese e favorire il suo sviluppo turistico.
La manifestazione, ritenuta di particolare interesse culturale e sociale, ha già ricevuto l’ennesima medaglia quale premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quest’anno, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia mondiale, sta avendo luogo in forma ridotta e in modalità alternativa con eventi online per la sua 15esima edizione.

La settimana Federiciana di Enna

L’evento in questi anni ha finito per coinvolgere l’intera città di Enna, trasformandola in un laboratorio di talenti e di scambio tra Associazioni. Svolgendosi nei siti storici urbani più caratteristici, Torre di Federico, Castello di Lombardia, Porta di Janniscuro, quartieri medievali, centro storico, consente ai turisti di apprezzare il ricco patrimonio monumentale della città.
La settimana federiciana è caratterizzata da diversi eventi artistici oltre che a momenti di dibattito sull’Europa, culminanti con La Festa dell’Europa dedicata alle scuole e con il premio per l’Europa Federico II.

I luoghi federiciani di Enna

Le rievocazioni storiche, i giochi medievali e le degustazioni di antichi sapori nei vicoli dei Quartieri, la giostra dei cavalieri, la cucina federiciana recuperata dai ristoratori, l’imponente corteo, ricostruiscono una scenografia di altri tempi, facendo rivivere tradizioni, gusti e costumi. Per tutta la settimana, nel capoluogo più alto d’Italia, ispirandosi all’epoca del grande imperatore Federico II di Svevia, si rivivono i luoghi a tema medievale di quella che fu la sua residenza estiva. 

Lo scenografico Castello di Lombardia, ritenuto una delle architetture castellane più significative della Sicilia, è sede durante l’evento della maggioranza dei giochi e fu la dimora dei sovrani oltre che sede dei Parlamenti che si tennero in Sicilia.

La Torre di Federico fu anch’essa dimora dell’imperatore durante le sue battute di caccia nelle vicine contrade del Lago di Pergusa. Inoltre, avendo una posizione rialzata e centrale rispetto al territorio siciliano, fu usata come osservatorio astronomico e topografico per studiare il sistema viario siciliano. La sua funzione principale però fu quella di baluardo, che insieme al Castello permise all’allora città di Castrogivanni di meritare a lungo l’epiteto di “Urbs Inexpugnabilis“.

I personaggi al centro dell’evento

Grazie all’evento, vi è un forte coinvolgimento diretto e indiretto della popolazione ennese. I vari Quartieri danno il via alle sfide del palio, la parata con i suoi figuranti, ma soprattutto l’allestimento del castello e i suoi dintorni come un vecchio borgo medievale permette il coinvolgimento di commercianti e artigiani locali che promuovono i loro prodotti. Così facendo si riesce a far rientrare la Settimana Federiciana in un contesto di sviluppo turistico sostenibile e responsabile, permettendo ad Enna di entrare nel circuito turistico e portando a conoscere l’entroterra siciliano, troppe volte lasciato fuori rispetto le tipiche mete turistiche massificate.

Un appuntamento che, nella sua finalità ultima, ha quello di restituire alle giovani generazioni il sentimento di appartenenza attraverso la valorizzazione dei luoghi della città, che per centralità territoriale è connotata come Umbilicus Siciliae.

Daniele Foderà @inboccaalgufo

Caltagirone la città delle ceramiche: storie e consigli

Esiste un luogo dove la realtà e le leggende si intrecciano sapientemente nella vita di tutti i giorni, una terra di miti, re e principesse, eroi e mostri, amori e tradimenti. La Sicilia ha costruito la sua immagine basandola su pilastri che vanno indietro nel tempo di millenni e ogni storia, che sia vera o solo frutto dell’immaginazione, viene interpretata diversamente da chi la racconta e la ascolta.

L’origine delle Teste di Moro

Oggi voglio raccontarvi la storia di un grande amore degno di un epilogo shakespeariano avvenuto intorno l’anno 1000 d.C. La Sicilia, che si trovava sotto la dominazione Musulmana, vide il nascere di una storia d’amore tra una bellissima fanciulla, che viveva in solitaria le sue giornate prendendosi cura delle piante del suo balcone e di un principe Moro, che un giorno passando sotto quel balcone così fiorito si accorse del fiore più bello, la ragazza. Il giovane uomo, invaghitosi al primo sguardo, non perse tempo a pronunciare il suo amore. La giovane fanciulla colpita da quella dichiarazione d’amore così spontanea e inaspettata, ricambiò il sentimento e lo fece entrare nel suo cuore.

Nonostante la passione divampò tra i due giovani, il giovane Moro aveva una moglie e dei figli in oriente dai quali tornare. Quando il particolare si svelò ai due amanti, la fanciulla, amareggiata per il tradimento subito, fu colta da un’ira funesta e dalla gelosia che la portò tra le braccia della vendetta. Infatti, al termine dell’ultima notte insieme, dopo un idillio passionale, il giovane principe, che dormiva ignaro della sua sorte, fu colpito a morte dalla fanciulla. 

Inoltre il viso del Moro, che fu follemente amato, doveva rimanere accanto a lei per sempre, così gli tagliò la testa creandone un oggetto simile ad un vaso che pose sul balcone piantando al suo interno un germoglio di basilico.
La fanciulla si prese cura giornalmente del suo adorato dal quale non si separò mai più, innaffiando quel basilico con le sue lacrime che resero la pianta sempre più florida e rigogliosa. I vicini, inebriati dall’odore e invidiosi della bellezza del vaso, si fecero realizzare vasi in terracotta che riproponevano le stesse sembianze di quello custodito dalla fanciulla.
Oggi la Testa di Moro è uno dei simboli di sicilianità, perfetto connubio tra tradimento e totale devozione, trovandone diverse testimonianze in tutto il territorio siciliano, ma particolarmente a Caltagirone.

Cosa vedere a Caltagirone?

In provincia di Catania, nella Sicilia sudorientale, si trova Caltagirone detta anche la città delle ceramiche in quanto una delle maggiori produttrici di manifatture in Italia. Il nome della città, dall’arabo Qal’at al Ghiran, significa Rocca dei vasi e il suo rapporto con la ceramica risale al Neolitico grazie anche alle diverse testimonianze archeologiche. Caltagirone ha avuto un forte impatto turistico negli ultimi anni grazie alla sua capacità attrattiva data dalle feste patronali, dallo stile Barocco dei suoi edifici dichiarato Patrimonio Unesco e soprattutto dall’arte manifatturiera dei suoi artigiani, infatti, sono diversi i luoghi che è possibile visitare apprezzandone lo stile e il colore.

La scala di Santa Maria del Monte

Iniziando dal centro della città è possibile apprezzare la Scala di Santa Maria del Monte, costruita nel 1606 per collegare la parte antica della città a quella nuova. Solo intorno al 1844 però furono unificate tutte le varie rampe, che diedero vita a 142 scalini decorati con mattonelle in ceramica

La villa comunale

Dal centro, spostandoci per via Roma, si raggiunge l’ingresso principale della villa comunale. Questa, con un giardino di stampo inglese è percorsa da lunghi viali interni che attraversano i giardini dove si possono ammirare vasi in terracotta, maioliche e terrecotte ornamentali, mentre al centro della villa si erge un palco musicale in stile moresco e una delle vasche della Fontana della Flora.

Il museo regionale della ceramica

Altro edificio da visitare è il Museo regionale della ceramica che tramanda la storia del materiale per cui Caltagirone è famosa in tutto il mondo. Al suo interno sono visionabili diverse opere tra le quali le famosissime Teste di Moro o farsi affascinare dalla storia della ceramica a partire dal V secolo a.C. fino a opere contemporanee.

Altre curiosità

Durante la mia visita a Caltagirone, sono stato colpito particolarmente dalla presenza di numerosissimi negozi artigianali che esprimono a pieno la devozione dei cittadini a questa arte millenaria della lavorazione della ceramica. Tra i tanti luoghi dove ci si può fermare per acquistare souvenir, consiglio in via Roma la boutique Agarèn – the sign, che propone idee d’arredo attraverso raffinate opere d’arte legate alle tradizionali tecniche di produzione delle ceramiche di Caltagirone.

Se invece decidete di sostare a pranzo, oltre ai diversi bar e rosticcerie presenti tra il centro e le sue vie, il mio consiglio è di fermarvi da Memà, un wine-bar bistrot che vi delizierà con un menù di piatti salati tipici del luogo e di dolci revisionati come il cannolo scomposto.

Buon Viaggio,
Daniele Foderà @inboccaalgufo

Italia da amare e scoprire con “Piccole Patrie”

La pandemia mondiale iniziata nel 2020 ha portato ad un crollo del settore turistico in Italia e nel mondo, ma nonostante la crisi, si è registrata la nascita di un movimento turistico diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati. Infatti, già a partire dall’estate scorsa, quello che abbiamo chiamato come turismo di prossimità è stato la conseguenza della voglia degli italiani di non smettere di viaggiare. Si tratta di un modo di viaggiare slow, percorrendo piccole distanze all’interno della propria regione o al massimo di quelle vicine, alla riscoperta dei borghi, delle campagne e dei piccoli centri ed è stata una valida alternativa al fermo imposto dai governi nazionali.

Le tematiche che si sono sviluppate sono quelle di un turismo esperienziale legato all’enogastronomia, la cultura, l’arte, l’artigianato, il paesaggio, la natura e tutti gli sport e le attività ricreative a essa collegate come i cammini, il cicloturismo, la canoa, l’equitazione, l’escursionismo, il turismo naturalistico ecc.

Il trend del 2021, non avendo la certezza di potersi muovere in libertà, porterà i viaggiatori a non optare in primis per viaggi a lunga percorrenza, preferendo esperienze e attività che non mettono a rischio il portafoglio oltre che la propria serenità in caso di necessarie cancellazioni all’ultimo minuto. Il viaggiare “a casa”, detto anche “staycation”, porterà gli italiani a continuare a riscoprire le proprie città e i dintorni di esse.

Il concetto “Piccole Patrie”

“Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura, che dona all’uomo il suo vero potere”.

Dalle parole di Adriano Olivetti, coniatore del concetto di “piccole patrie”, è partita l’idea di provare a ridisegnare le mappe turistiche dell’Italia, dando spazio alle geografie minori e alle esperienze di comunità. Piccole Patrie è un prodotto altamente esperienziale volto a ridare centralità ai patrimoni locali che sono il fulcro principale per lo sviluppo sostenibile dei territori. La progettazione di questo prodotto esperienziale contempla un insieme di attività di valorizzazione delle identità dei borghi e dei piccoli comuni condotto da una serie di esperti turistici locali.  

È proprio seguendo tale filone che Il progetto “piccole patrie”, vuole raccontare le storie di bellezza dell’Italia più autentica, fatta di persone e attività umane, di cultura e identità per valorizzare il patrimonio culturale diffuso in Italia, uscendo dalle consuete mete turistiche di massa.

Il Team di Piccole Patrie

Ideato da Simtur nel 2020, piccole patrie ha visto la collaborazione di un team con compiti e apporti differenti. Infatti, è stata affidata la direzione tecnica ad ACT travel, tour operator di Roma, per il coordinamento delle agenzie di viaggio e dei diversi fornitori di servizi e per la costruzione del catalogo multimediale dei viaggi.

Altro soggetto imprescindibile del progetto è SharryLand, una piattaforma social definita anche la Mappa delle Meraviglie dell’Italia da scoprire, che nasce per valorizzare l’immenso patrimonio culturale diffuso, si presenta come il luogo ideale per far incontrare online chi cerca e chi offre esperienze, prodotti e servizi al di fuori dei classici circuiti turistici.

Ultimi, ma non meno importanti sono i Fiduciari, il loro compito è quello di creare un viaggio seguendo le tematiche richieste dal progetto facendo da collante con operatori e aziende del territorio e il team strutturato di piccole patrie. Caratteristica fondamentale dei fiduciari è la forte appartenenza al proprio territorio che vogliono portare alla conoscenza di tutti coloro che vogliono scoprire le diverse meraviglie che lo stesso ha da offrire.

Tipologia di viaggio

Nel ruolo di fiduciario di piccole patrie residente in Sicilia e come travel designer, ho dato il mio contributo nella creazione degli itinerari sul mio territorio. È stato divertente ideare, progettare e incontrare tutti gli operatori con i quali è stato possibile dar vita a due esperienze di viaggio sulla mia amata terra.

Gli itinerari constano di quattro giornate costruite in funzione di gruppi formati da 4 a 8 persone al massimo, le tematiche trattate sono: una naturalistica alla scoperta delle “Perle di Sicilia” con trekking e panorami mozzafiato nell’arcipelago delle Isole Eolie; l’altra artistico culturale ed enogastronomica che porta alla conoscenza dello street food e street art a Palermo e dintorni.

È possibile trovare tutte le indicazioni per la prenotazione dei pacchetti sul portale SharryLand e sulla pagina dedicata a piccole patrie nel sito di ACT travel.

Buon Viaggio,
Danile Foderà @inboccaalgufo

Cosa fare in provincia di Agrigento in un giorno: Il Teatro di Andromeda

Immagina il mondo come un grande teatro e la tua vita come quell’opera cha va in scena atto dopo atto. Le scene si susseguono l’un l’altra ed in ognuna di esse prendono parte e si alternano i diversi attori con ruoli marginali o più importanti. Tutti noi abbiamo un ruolo che decidiamo di interpretare in base alle persone e agli eventi, con la conseguenza di trovarci a recitare indossando una maschera al fine di farci accettare dalla società.
Lo stesso termine persona deriva dal latino e significa letteralmente “maschera d’attore” indicando il ruolo che ognuno recita durante la vita di tutti i giorni. La società ci impone di indossare delle maschere per essere conformi a ciò che gli altri si aspettano da noi.
Chiunque crede di essere “uno” sia per sé che per le persone che lo circondano, ma la cruda verità è che ci sono più individui di noi a seconda di chi ci guarda. Spesso per paura di non essere capiti o ancora peggio di essere esclusi usiamo una maschera creando una falsa identità, nascondendo la nostra vera personalità a chi abbiamo davanti.
Pirandello sosteneva che continuando ad indossare la maschera questa diverrà di piombo. L’individuo cercherà di liberarsene e nel momento in cui ci riuscirà, egli sarà visto come un uomo diverso dagli altri e talvolta definito pazzo.
Nel romanzo “Uno, nessuno, centomila” Pirandello esprime pienamente il suo concetto di maschera, considerandola una sorta di mistero che permette di conoscere una persona.
Le maschere cadono rivelando le persone per quello che sono, è solo questione di tempo, poi inizia lo spettacolo.

La storia di un uomo

In questa messa in scena che è la vita, sono andato a visitare un’opera d’arte, il Teatro di Andromeda, che è stata realizzata da un uomo che è sempre stato solo un pastore per molti, ma che si è considerato anche altro.
Lorenzo Reina avrebbe voluto studiare da ragazzo per diventare uno scultore, ma per aiutare il padre nell’attività di famiglia ha dovuto rinunciare in parte al suo sogno.
Trent’anni fa, quando Lorenzo era in giro per portare al pascolo il suo gregge, arrivò in questo altopiano del suo appezzamento di terra e quando vide le sue pecore ferme immobili a guardare il panorama, fu folgorato dall’idea di costruire un teatro che rappresentasse la costellazione di Andromeda proprio in quel punto che regala tramonti, notti stellate e panorami incredibili.

La Struttura azienda agricola Rocca Reina

All’interno dell’azienda agricola Rocca Reina, che comprende una fattoria didattica, un laboratorio artistico e un museo, il proprietario ha costruito il teatro con un palco circolare e 108 posti a sedere con blocchi di pietra che riproducono la costellazione di Andromeda. Quest’opera d’arte, che è anche definita il teatro in pietra più alto al mondo, si erge attorno a un percorso artistico con una serie di sculture di altri artisti come l’Imago della parola, che rappresenta uno schema inconscio con cui il soggetto considera l’altro, oppure l’opera Le mie parole sono pietre, che raffigura il dio Enki, Signore della terra. Uno dei momenti migliori per visitare il sito è al tramonto, che soprattutto nel giorno del solstizio d’estate regala uno spettacolo vero e proprio. Infatti, nel primo giorno d’estate il sole al tramonto si allinea perfettamente con un disco posto alle spalle del teatro proiettando un cerchio che coincide con uno spazio nero circolare sul palco. Allo stesso modo dalla bocca dell’Imago al tramonto passa un raggio di sole a simboleggiare che la parola prende luce.

Come arrivare al Teatro di Andromeda?

Il Teatro di Andromeda si trova vicino al paese di Santo Stefano Quisquina, comune situato nella provincia di Agrigento a 35 chilometri a nord da questa e a circa 60 chilometri a sud da Palermo. Per raggiungerlo più facilmente vi consiglio di seguire le indicazioni per lo scorrimento AG-PA e uscire e superare Lercara Friddi, giunti al bivio di Filaga continuare verso Santo Stefano per circa 10 chilometri, successivamente sulla sinistra troverete il bivio di Castronovo con indicazione Teatro di Andromeda. Inoltre è necessario prenotare la visita sulla pagina facebook Teatro Andromeda indicando il numero dei visitatori e scegliere uno dei due turni giornalieri. In ognuno dei due turni è consentito l’ingresso di massimo 30 persone con un prezzo di 10 € a testa che comprende un bicchiere souvenir riutilizzabile e la guida cartacea.
Metti in scena la tua vita senza seguire un copione ben preciso, levandoti la maschera del tuo personaggio ed essendo il protagonista principale.

Daniele Foderà @inboccaalgufo

Cosa fare in provincia di Messina in un giorno: Viaggio nel Labirinto di Arianna

Tutti, ad un certo punto della nostra vita, ci troveremo ad affrontare il labirinto nel quale viviamo.
Esso è esattamente piazzato al centro della tua anima e l’unica cosa che puoi fare è perderti in esso con l’unico scopo di ritrovarti. Il labirinto non è altro che la matassa di emozioni, sentimenti ed esperienze che vivono dentro te, rendono la tua vita un dipinto colorato, fatta di venature felici ed infelici, danno a ciascuno un destino che non sta scritto da nessuna parte, ma che si forma giorno dopo giorno, si risolve misurandoti con te stesso e con gli altri.
Una volta varcata la porta del labirinto non potrai tornare indietro e passo dopo passo affronterai tutte quelle esperienze, positive e negative, che contraddistinguono la propria vita. I motivi di questo viaggio introspettivo possono essere molteplici, ritrovare il proprio centro, raggiungere un senso di pace o ritornare alle proprie origini.
Ogni persona ha una motivazione valida e quale che sia la risposta che cerchi la troverai soltanto alla fine del viaggio, alla fine del tuo labirinto.
Il mio viaggio è iniziato quasi per caso, esattamente nel momento in cui mi sono sentito più smarrito e nella ricerca del mio “IO” ho trovato quel labirinto che per forma e dimensioni mi ha dato la possibilità di riflettere e ritrovare il mio centro.

Il Labirinto di Arianna

Il labirinto di Arianna è un opera architettonica nata nel 1988 per opera dell’artista Italo Lanfredini, che si trova a Castel di Lucio in provincia di Messina. Questa scultura, in calcestruzzo patinato, ha le sembianze di un enorme serpente di terracotta, la sua forma a spirale accoglie come un ventre, che nel totale silenzio dell’area circostante, ti accompagna a stabilire un contatto con l’opera e con te stesso, inoltre le sue pareti lisce sono date dall’erosione degli agenti naturali come sole, vento e pioggia, ma non solo. Infatti, chi si addentra nel labirinto può scrivere del proprio passaggio, personalizzando l’opera e rendendola unica nel suo tentativo di raccontare la storia di chi lo attraversa. Secondo lo scultore Lanfredini, il labirinto di Arianna è un’ opera che non appartiene più all’artista, ma si inserisce perfettamente nel contesto ambientale e popolare, così da  identificarla come un’opera umana che non appartiene a nessuno e appartiene a tutti.
Il labirinto offre un’esperienza diversa ad ogni visitatore, il tempo necessario per percorrerlo è estremamente personale e non essendo presenti bivi e trabocchetti possono bastare pochi minuti o ore a seconda del tempo che ognuno vuole dedicarsi. Il suo percorso, volto all’introspezione, ti porta verso il basso con una serpentina che scende di livello, poco a poco, accompagnandoti in una camera a cielo aperto nel suo centro che custodisce un albero d’ulivo, tutto questo quasi a simboleggiare metaforicamente un viaggio verso la parte più nascosta della tua anima.

Il progetto di Turismo Sostenibile

Il labirinto di Arianna è un’opera di Land Art fruibile gratuitamente e fa parte di un percorso chiamato Fiumara d’Arte, che ospita opere di altri artisti contemporanei sparse sul territorio circostante. Per avere una visione completa dell’opera e del suo contesto è consigliabile seguire tutto il circuito (in macchina mezza giornata).
Il progetto Fiumara d’arte rientra nel circuito siciliano di turismo sostenibile volto alla riqualificazione del territorio, dando slancio a un’area rimasta esclusa dalle principali ed usuali rotte turistiche dell’isola. E’ costituito da una serie di sculture monumentali sparpagliate in varie cittadine limitrofe tra Parco dei Nebrodi e Parco delle Madonie.

Come arrivare al Labirinto di Arianna?

Da Cefalù in provincia di Palermo, si può arrivare facilmente al punto di partenza di questo complesso di opere, L’ Art Hotel Atelier sul Mare, a Castel di Tusa, è infatti un albergo-museo in cui le 20 camere sono concepite per “addormentarsi dentro un’opera d’arte”, interamente decorate da maestri dell’arte contemporanea e visitabili con un tour guidato della struttura volto a far conoscere le altre 11 sculture.
La bellezza del parco Fiumara D’arte può essere descritto solo dalle parole del suo ideatore Antonio Presti: “Voglio che l’uomo viva nell’opera d’arte, si nutra delle sue sensazioni, perché il suo divenire sia diverso, si collochi oltre il banale, il terreno, sia un viaggio della spiritualità attraverso l’arte”.

Infine aggiungerei che se per caso nel vostro viaggio vi sentite persi, non preoccupatevi in realtà siete solo all’ interno del labirinto che c’è in Voi.

Daniele Foderà @inboccaalgufo

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