Cosa fare in provincia di Messina in un giorno: Viaggio nel Labirinto di Arianna

Tutti, ad un certo punto della nostra vita, ci troveremo ad affrontare il labirinto nel quale viviamo.
Esso è esattamente piazzato al centro della tua anima e l’unica cosa che puoi fare è perderti in esso con l’unico scopo di ritrovarti. Il labirinto non è altro che la matassa di emozioni, sentimenti ed esperienze che vivono dentro te, rendono la tua vita un dipinto colorato, fatta di venature felici ed infelici, danno a ciascuno un destino che non sta scritto da nessuna parte, ma che si forma giorno dopo giorno, si risolve misurandoti con te stesso e con gli altri.
Una volta varcata la porta del labirinto non potrai tornare indietro e passo dopo passo affronterai tutte quelle esperienze, positive e negative, che contraddistinguono la propria vita. I motivi di questo viaggio introspettivo possono essere molteplici, ritrovare il proprio centro, raggiungere un senso di pace o ritornare alle proprie origini. Ogni persona ha una motivazione valida e quale che sia la risposta che cerchi la troverai soltanto alla fine del viaggio, alla fine del tuo labirinto.
Il mio viaggio? È iniziato quasi per caso, esattamente nel momento in cui mi sono sentito più smarrito e nella ricerca del mio “IO” ho trovato quel labirinto che per forma e dimensioni mi ha dato la possibilità di riflettere e ritrovare il mio centro.

Il labirinto di Arianna
Il labirinto di Arianna è un opera architettonica nata nel 1988 per opera dell’artista Italo Lanfredini, che si trova a Castel di Lucio in provincia di Messina. Questa scultura, in calcestruzzo patinato, ha le sembianze di un enorme serpente di terracotta, la sua forma a spirale accoglie come un ventre, che nel totale silenzio dell’area circostante, ti accompagna a stabilire un contatto con l’opera e con te stesso, inoltre le sue pareti lisce sono date dall’erosione degli agenti naturali come sole, vento e pioggia, ma non solo. Infatti, chi si addentra nel labirinto può scrivere del proprio passaggio, personalizzando l’opera e rendendola unica nel suo tentativo di raccontare la storia di chi lo attraversa. Secondo lo scultore Lanfredini, il labirinto di Arianna è un’ opera che non appartiene più all’artista, ma si inserisce perfettamente nel contesto ambientale e popolare, così da  identificarla come un’opera umana che non appartiene a nessuno e appartiene a tutti.
Il labirinto offre un’esperienza diversa ad ogni visitatore, il tempo necessario per percorrerlo è estremamente personale e non essendo presenti bivi e trabocchetti possono bastare pochi minuti o ore a seconda del tempo che ognuno vuole dedicarsi. Il suo percorso, volto all’introspezione, ti porta verso il basso con una serpentina che scende di livello, poco a poco, accompagnandoti in una camera a cielo aperto nel suo centro che custodisce un albero d’ulivo, tutto questo quasi a simboleggiare metaforicamente un viaggio verso la parte più nascosta della tua anima.

Il progetto
Il labirinto di Arianna è un’opera di Land Art fruibile gratuitamente e fa parte di un percorso chiamato Fiumara d’arte, che ospita opere di altri artisti contemporanei sparse sul territorio circostante. Per avere una visione completa dell’opera e del suo contesto è consigliabile seguire tutto il circuito (in macchina mezza giornata).
Il progetto Fiumara d’arte rientra nel circuito siciliano di turismo sostenibile volto alla riqualificazione del territorio, dando slancio a un’area rimasta esclusa dalle principali ed usuali rotte turistiche dell’isola. E’ costituito da una serie di sculture monumentali sparpagliate in varie cittadine limitrofe tra Parco dei Nebrodi e Parco delle Madonie.


Verso Cefalù
Da Cefalù in provincia di Palermo, si può arrivare facilmente al punto di partenza di questo complesso di opere, L’ Art Hotel Atelier sul Mare, a Castel di Tusa, è infatti un albergo-museo in cui le 20 camere sono concepite per “addormentarsi dentro un’opera d’arte”, interamente decorate da maestri dell’arte contemporanea e visitabili con un tour guidato della struttura volto a far conoscere le altre 11 sculture.
La bellezza del parco Fiumara D’arte può essere descritto solo dalle parole del suo ideatore Antonio Presti: “Voglio che l’uomo viva nell’opera d’arte, si nutra delle sue sensazioni, perché il suo divenire sia diverso, si collochi oltre il banale, il terreno, sia un viaggio della spiritualità attraverso l’arte”.

Infine aggiungerei che se per caso nel vostro viaggio vi sentite persi, non preoccupatevi in realtà siete solo all’ interno del labirinto che c’è in Voi.

Daniele Foderà

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